Ricette per il mal di tempo

La leggerezza è un ingrediente raro, essenziale nelle 𝚛𝚒𝚌𝚎𝚝𝚝𝚎 𝚙𝚎𝚛 𝚒𝚕 𝚖𝚊𝚕 𝚍𝚒 𝚝𝚎𝚖𝚙𝚘.

Ognuno ha i propri stratagemmi per trovarla, che sia una boccata d’aria fresca, una risata in compagnia o un vestito che ci dà allegria. Il Café Candelabro è un luogo che mi ha sempre aiutato a trovarla. Sarà per la qualità della musica che lì si sente, sarà per le tracce della libreria che l’ha preceduto (e di quella che oggi gli sta a lato, Térmita), sarà per le persone che lo animano… sta di fatto che l’atmosfera che si respira è singolare. Ho trovato un piccolo rifugio e forse è per questo che ho scelto questo “cantinho” di Porto per registrare la mia ricetta personale, che in una città dal tempo così variabile è diventata necessaria.

Ringrazio di cuore José Carvalho per il gusto con cui ha suonato l’oboe barocco, Gianni Puzzo di Anthares Multimeios per essere riuscito a catturare con la sua camera a nastro quella luce così speciale, Chiara Missaggia per aver dato al video la sensibilità musicale che caratterizza tutti i suoi montaggi, André Júlio Turquesa per aver contribuito all’edizione dell’audio e Hugo Brito per averci aperto le porte di questo piccolo gioello portuense.

Prio si fa danza

Oggi esce in anteprima su Rockon.it il video di “Prio”, perché gli slanci si possono mostrare oltre che cantare.

Ci sono sensazioni che rimangono sommerse, a volte per molto tempo, e poi ci sono incontri che le fanno riemergere, senza nessun preavviso. “Prio” (allegria, in siciliano) rappresenta la sensazione di volare che avevo da bambina quando saltavo sui materassi. Slanci e salti sempre più alti, fino a toccare il cielo. Un po’ come quando ci si innamora.  

Non potevo trovare forma migliore della danza di Joana Lopes per interpretarli mentre lo sguardo di Chiara Missaggia è riuscito a restituire il momento in cui decidiamo di fare quel salto, più o meno consapevolmente.

CREDITS

Video: Chiara Missaggia

Danza: Joana Lopes

Voce, tastiere, synth, charango: Irene Brigitte

Batteria: Anselmo Luisi

Chitarre elettriche: Alessandro Giorgiutti

Registrazione e produzione: Alessandro Giorgiutti

 BIO

Chiara Missaggia (videomaker) 

Chiara Missaggia (Vicenza, 1994), diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, attualmente vive e lavora a Lisbona. 

Dal 2014 si dedica alla produzione audiovisiva concentrandosi nell’area musicale e documentaristica, contando collaborazioni nazionali e internazionali, tra cui 72. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Tactus, Museo Ebraico di Venezia, Musei Civici Veneziani, Habitar o Futuro, Bathstage Music.  

Nel 2020 il suo documentario “Primeiro Cais” entra nella selezione ufficiale del Leiria Film Festival e il documentario musicale “OFF – Zé Manel Exposto” viene lanciato su GQ Portugal. 

Joana Lopes (danza)

Ballerina, coreografa e insegnante di danza, Joana Lopes ha iniziato la sua formazione artistica nell’Accademia di musica Vilar de Paraíso, nel 2011 si è diplomata in danza presso ESD a seguito di un Erasmus presso Fontys Dansacademie (Olanda). Nel 2015 ha realizzato FAICC presso la Companhia Instavél, attualmente frequenta un Master di Didattica della Danza presso ESD. 

Come interprete ha lavorato con Paulo Ribeiro, Luiz Antunes, Ana Renata Polónia, Clara Andermatt e Ruben Marks. È co-autrice e interprete di diversi spettacoli con André Araújo, Clara Alvim e Oirana Moraes. Si sottolinea la partecipazione a Chantiers d’Europe, Materiais Diversos, Guidance, Fitei e Lá Fora con lo spettacolo “Fica no Singelo” de Clara Andermatt; in DDD con lo spettacolo “Yeborath” di Ana Renata Polónia e in Prague Quadrennial nel 2019 come interprete e assistente alla coreografia con la performance “one by 1” di Ana Renata Polónia e Nuno Pimenta. 

 

Com’è profondo il mare

Un testo che esige tanto ma che, a nostro parere, merita tutta l’attenzione necessaria.

L’interpretazione di questo capolavoro di Lucio Dalla è stata commissionata a Canary Pipe da Renato Rinaldi per il suo documentario “Com’è profondo il mare” per Tre soldi Radio Rai3 qualche anno fa, è in questi giorni di confinamento abbiamo ritenuto opportuno far risuonare “il pensiero (che) come l’oceano non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare”.

Buon ascolto!

Voglio trovarti quando guarirò

ITA

Carissimi/e, nel 2011 a Trieste la mia amica Francesca Piccolo ed io componemmo il seguente brano, il cui messaggio – in questi giorni duri – ci sembra più opportuno che mai. Vi auguriamo che queste note e queste parole vi siano di conforto, nell’intento di accorciare le distanze come è successo a noi nella registrazione del brano ora, tra Italia e Portogallo.
A voi: “Voglio trovarti quando guarirò”.
A presto!

ENG

Dear friends, in 2011 in Trieste my friend Francesca Piccolo and I composed the following track whose message seems very appropriate during these peculiar days. We hope that these notes and words will be able to offer you support, and shorten the distance as it happened for us too, by recording this theme between Italy and Portugal.
Here you have : “I wish i would find you when I’ll be cured”.
See ya!

Il museo delle farfalle

ITA

Un momento in libertà in terrazza ripreso da Ever Arrieta Solano, niente di più niente di meno.

Si parla delle famose farfalle in pancia… c’è a chi piace collezionarle. Ma possono davvero stare in un museo? Luna nuova, è tempo di lasciarle andare.

ENG

Good time on the terrace shot by Ever Arrieta Solano. Nothing more, nothing less.

The song is about butterflies in stomach: some people try to store them in collection. But could they stay in a museum? New moon, is the time to let them go.

 

Nuovo video per O Vive Rose Ensemble

ITA

Ecco il nostro arrangiamento di “Santa Maria Strela do Dia”, una cantiga davvero celebre che proviene dalla raccolta di Alfonso X.

Probabilmente i pellegrini intonavano a voce sola questa melodia piena di ispirazione, ma noi abbiamo deciso di proporla con un bordone suonato dalla viola da gamba e una percussione antica.

ENG

Our arrangement of “Santa Maria Strela do Dia”, a very famous and beautiful cantiga from the Alfonso X’s collection.

Probably peregrines sung this inspiring melody during the Middle Age (around XIV century) without any accompaniment, but we have decided to propose it with a bordone played by viola da gamba and an ancient percussion.

 

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